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Biografia

Istoria

Domo

In un tratto di mare di cristallo,sotto un cielo che più azzurro non ne esiste,il Creatore ha impresso la sua orma ed ha creato la nostra Sandalia.

Questa  terra emersa dal mare,come Venere, dea incantatrice,da una mano divina  creatrice è stata vestita di bellezze di ogni genere.

E’una terra selvaggia, formata da monti,cucuzzoli e valli in cui abbondano fiori e frutta di ogni qualità, che non vengono colte perché la terra non è abitata . Vi pascolano animali di ogni specie, liberi nei campi senza confini, allegri come gli uccelli nell’aria. Il mare la circonda e la culla come un bimbo in un letto d’ ovatta. Il nuraghe le fa da sentinella,e il lieve mormorio dei ruscelli unito al fruscio delle foglie di lecci e querce,in boschi immensi,carezzati dalla brezza, le dispensano riposo e serenità.

E', questa terra, difficile da capire, misteriosa, aspra,terra di silenzio, solitaria. Sembra una terra senza padrone. Non vi è traccia di genere umano. C’è solo la natura bella , genuina,  incontaminata, che il Signore le ha offerto da amare.

In quest’incanto, senza pari, gli animali corrono e giocano indisturbati e felici. Mandrie di mucche e vitelli assieme a greggi di pecore pascolano e,con i loro belati e muggiti, sembra chiamino qualcuno per governarle. E gli uccelli , in volo,cantano dolci melodie a cervi e cinghiali.Un bel giorno,come per miracolo,in questa terra appaiono  “gli umani”.Gli uomini sono bassetti,hanno la pelle scura,i capelli neri e gli occhi dallo sguardo vivace e intelligente. Anche le donne sono basse, hanno capelli neri e occhi pure neri dallo sguardo profondo e sono molto graziose.E’ il popolo dei Moros.Non si ha notizia della sua origine, ma esiste.

E’ un popolo tranquillo che ama come una madre la terra che lo ospita e gli offre  il necessario per vivere.

 

Questo popolo nuovo non possiede niente,ma allo stesso tempo è padrone di ogni bene che Dio gli ha affidato creandolo. In questa terra, dove anche le rocce sembra vogliano parlare,questo popolo,qui apparso,così come gli uccelli hanno bisogno del nido, ha bisogno di un rifugio.Un riparo sotto roccia è la sua prima casa e lo protegge dal caldo e dal freddo. Non esistono altri pericoli da cui difendersi perché anche gli animali sono docili.Si nutre di radici,erbe e frutta e dei pesci

di cui sono ricchi i fiumi che,col mormorio delle loro acque scorrono tranquilli verso il mare. Consumano anche la carne di qualche bestia morta di vecchiaia perché esso non conosce  la violenza e non ne uccide, ma anche per un senso di rispetto e protezione verso i compagni di vita.

Questo popolo,composto da poche persone è padrone  di una terra incantevole accarezzata, durante il giorno da un sole che pare non tramonti mai e la notte,illuminata  dalla luna e dalle stelle del firmamento, brilla come una scheggia di diamante.

Intanto il popolo diventa più numeroso.Si formano le prime famiglie.Ognuna ha la sua spelonca ma vivono tutti insieme e s’aiutano a vicenda nei lavori di miglioria della terra. Ora,insieme con gli animali che saltano di roccia in roccia ,si vedono bambini che giocano e corrono con loro ,da buoni amici.I Moros son sempre allegri.Vivono nella gioia,in pace e

amore.Cercano di capirsi tra loro mettendo in comunicazione le menti e ciascuno riflette su se stesso per capire l’altro. Non vi sono motivi di litigio .Sono soddisfatti di ciò che hanno , custodiscono il

passato,cercano il futuro e migliorano.Amano il canto e il ballo e al suono dello zufolo fanno festa con niente, ma con balli e canti rendono grazie a Colui che ha concesso loro questo bene immenso.

 

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Le loro vesti sono foglie e pelli, sempre uguali, senza colore.Le vorrebbero,invece,colorate con colori che siano in armonia col loro carattere.All’improvviso,come per miracolo,mentre  chiacchierano seduti per terra e  godono del calore dei primi raggi del sole primaverile, scoprono che i colori li hanno le erbe che macchiano le loro vesti quando le calpestano,vi si siedono  o vi si sdraiano.

Le scelgono con cura e con esse tingono le pelli dei colori che preferiscono: rosso come la loro allegria,nero come le notti invernali, bianco come l’innocenza dei figlioletti e di loro stessi.Sono felici della scoperta fatta e i colori che usano sono espressione dei sentimenti di semplicità e della gioia del loro cuore. L’allegria  è una costante in questa comunità semplice ma festaiola che diventa di giorno in giorno più numerosa.

Vivono uniti in una terra senza confini, senza mai uno screzio e si trasmettono vicendevolmente serenità, pace e armonia e godono della grande importanza della vita in comunione per migliorare, con l’aiuto reciproco, le condizioni di vita che, col passare del tempo sono diventate il nostro modo di vivere attuale.

Noi, dunque, siamo parte del popolo dei Moros che operano e vivono sereni in questa nostra terra,diamante in mezzo al mare, che con la sua bellezza, le tradizioni, l’ospitalità e l’allegria dei suoi abitanti, attira la gente da ogni dove perché ammiri le meraviglie che il popolo Moros ha saputo aggiungere, seguendo l’esempio del Padre Onnipotente, a tutto ciò che Egli ha creato.

Più di ogni cosa, questo popolo incantato, amante del canto e del ballo,vuole trasmettere a tutta l’umanità un messaggio di pace e allegria che durino in eterno. E sperano che mai nube alcuna offuschi l’orizzonte luminoso di questa terra unica e rara simile ad un angolo di paradiso.

 

Zente

Artes

Prendas

Noi siamo il popolo dei Moros

Che infiamma i cuori in tutto il mondo

E offre allegria

Vestito di costumi di rari colori

Col canto dei  tenori ed il ballo tondo.

 

In Sardu

Coro

Balidora